Anche quest’anno Auser Sicilia e Auser Palermo aderiranno e parteciperanno alla mobilitazione popolare del 23 maggio promossa a Palermo in occasione del 34° anniversario della strage di Capaci.

Nel giorno in cui ricordiamo Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani, – dicono Giorgio Scirpa e Vincenzo Cangemi, Presidenti di AUSER SICILIA e AUSER PALERMO –  riteniamo necessario ribadire che la memoria non può essere ridotta a ritualità o passerella istituzionale, ma deve tradursi in impegno concreto, partecipazione popolare, ricerca della verità e giustizia sociale.

Condividiamo l’appello lanciato dalle realtà sociali, associative, studentesche e sindacali della città perché oggi più che mai è necessario contrastare ogni forma di restaurazione mafiosa, clientelare e autoritaria, riaffermando il valore di un’antimafia sociale, democratica e radicata nei territori.

Come Auser, continuiamo a credere che la lotta alla mafia non possa vivere soltanto sul piano repressivo e giudiziario, ma debba costruire risposte sociali, culturali e collettive capaci di sottrarre consenso, solitudine e marginalità ai poteri mafiosi.

Per questo da anni abbiamo posto al centro del nostro impegno il tema del riuso sociale dei beni confiscati, come strumento concreto di riscatto, partecipazione e restituzione alla collettività di ciò che la mafia aveva sottratto.

I beni confiscati devono diventare luoghi vivi di aggregazione, mutualismo, cultura, inclusione e solidarietà, capaci di generare comunità e diritti. È questo il senso dell’esperienza del “Giardino del Benessere”, bene confiscato assegnato ad Auser, che continua ad essere uno spazio aperto alla città e alle iniziative sociali.

In questo percorso si inserisce anche il convegno che Auser promuoverà il prossimo 19 giugno proprio al “Giardino del Benessere”, in occasione dei 30 anni della Legge 109/96 sul riuso sociale dei beni confiscati, una conquista fondamentale del movimento antimafia e della società civile democratica del nostro Paese.

La battaglia contro le mafie si intreccia oggi con quella per il lavoro dignitoso, per la difesa dei diritti sociali e civili, contro le disuguaglianze, contro ogni forma di esclusione e contro l’indebolimento degli strumenti di contrasto alla criminalità organizzata e ai poteri corrotti.

Per queste ragioni saremo in piazza il 23 maggio, insieme a tante altre realtà associative e sociali, convinti che la memoria delle stragi debba continuare a parlare al presente e a costruire futuro”.

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